I nomi degli uccelli nei dialetti del Veneto

Riccardo Groppali
Prezzo: € 15.00 euro
Codice ISBN: 978-88-6341-224-8
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Pubblicato
10 mag, 2019


3.150 nomi veneti di 273 specie d’uccelli dimostrano come il popolo riconosceva ciò che trovava in natura e nei mercati: tutti gli uccelli venivano cacciati per essere consumati o per fornire differenti prodotti e farmaci, impiegando dagli escrementi agli occhi, dal sangue alla pelle. Dal loro impiego forte e costante nasceva una conoscenza ampiamente diffusa e superiore a quella attuale, a volte trasformata in credenza o leggenda, che utilizzava nomi ormai in estinzione, attribuiti – con scienza e fantasia – a tutte le specie note in passato.

La conoscenza dei prodotti utilizzabili della natura era profonda, soprattutto tra chi era in contatto quotidiano con l’ambiente (il contadino, il boscaiolo, il pastore, il pescatore, il cacciatore), ma senza escludere la massaia che faceva la spesa ogni giorno e tutti i ragazzini che esploravano assiduamente i dintorni delle loro abitazioni, in cerca di risorse di qualsiasi tipo – soprattutto alimentari – da portare alle loro famiglie.
Per questo tutto ciò che aveva un impiego e un’utilità qualsiasi, quindi un valore se veniva commercializzato, aveva un suo nome specifico nelle lingue parlate dal popolo: i dialetti. Infatti la quantità di nomi vernacolari attribuiti, di norma con precisione quasi scientifica, alle differenti specie
animali è realmente straordinaria se la valutiamo oggi, e supera di gran lunga le conoscenze della quasi totalità dei cacciatori attuali.
L’importante opera di Groppali è arricchita da immagini cinquecentesche, antiche credenze e leggende sugli usi dell’avifauna in passato per alimentare e curare l’uomo.

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