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I delitti dell'undici undici
La mossa suicida è la numero trentacinque dell’undicesima partita. Karpov fin lì si è costruito una superiorità di spazio sfruttando il fatto di avere il bianco. Kasparov è in difficoltà, sulla difensiva. Ma ecco che nel momento decisivo, quando si tratta di gestire il vantaggio, il bianco commette un errore clamoroso, una svista colossale da eccesso di sicurezza. Quando sposta la torre in c6 il danno è fatto. Teo Panebianco osservò la posizione sulla scacchiera. Cosa pensi nel momento preciso in cui realizzi che hai commesso una gigantesca fesseria e che non puoi più tornare indietro? Una follia imprevedibile. Altro che prede della torre: con quella mossa il cavallo e l’alfiere si erano trasformati in cacciatori. All’improvviso nella testa di Teo si fermò tutto. Un momento, si disse.
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