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Stefano Gili
Fotografo ed attivista, classe 1978, Stefano Gili nei suoi reportage, pone l’essere umano al centro di ogni indagine visiva. La sua pratica fotografica non è intesa come un atto estemporaneo, ma come l’esito di un contatto profondo che precede necessariamente lo scatto. Solo attraverso la comprensione della storia e della condizione del soggetto, l'autore individua gli elementi necessari per raccontarne l'essenza e il contesto. Nelle missioni di volontariato e attivismo, la documentazione fotografica assume una funzione civile: è lo strumento per entrare in relazione con le persone e per produrre testimonianze capaci di sollevare interrogativi e accrescere la consapevolezza collettiva. L'obiettivo è far sì che l’attenzione verso una problematica non si esaurisca con la conclusione della missione, ma continui a generare interesse e sostegno nel tempo. Lo stile adottato predilige la semplicità di un reportage essenziale, lontano da costruzioni artificiali. Consapevole della natura soggettiva dello sguardo fotografico, Gili integra spesso le immagini con interviste dirette, lasciando che siano i protagonisti stessi a narrare la propria quotidianità. Fotografia e parola si fondono così in una narrazione corale, fondata sul dialogo e sulla testimonianza diretta.